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Focus staff tecnico: a tu per tu con il preparatore dei portieri Simone Rizzato

Con l’articolo di oggi andiamo a conoscere più da vicino una figura-chiave dello staff tecnico della Sacra Famiglia: parliamo del preparatore dei portieri Simone Rizzato, che segue in prima persona tutti gli estremi difensori biancazzurri dai Giovanissimi alla prima squadra.
«In tutto ne abbiamo diecispiegaTre con i Giovanissimi, due con gli Allievi, due con la juniores e tre in prima squadra. La società sta crescendo, sotto tutti i punti di vista, e lavorare con i ragazzi è estremamente formativo. Facciamo due sedute settimanali, che in alcuni casi diventano tre: li raggruppiamo per fasce d’età, mettendo gli Allievi con i Giovanissimi e quelli della juniores con la prima squadra. A volte i più giovani li aggrego ai più “vecchi”, per agevolarli ad apprendere qualche prezioso consiglio da chi ha maggiore esperienza. Il messaggio più importante che trasmetto loro è che la prestazione in partita rispecchia sempre il modo in cui lavori durante la settimana. Servono impegno, serietà e passione: la Sacra Famiglia ha bisogno di gente che ha voglia di crescere, non di chi è convinto di essere già arrivato. Io ho esordito in prima squadra a sedici anni e ho smesso a quaranta: anche nelle ultime stagioni c’erano degli allenatori che continuavano a darmi consigli preziosi, da cui prendere spunto per migliorare e perfezionarsi. È una questione di mentalità, di cultura del lavoro».
Cosa significa essere un portiere?
«Oltre a curare l’aspetto tecnico, bisogna formarsi soprattutto sul piano caratteriale. Da quando varchi il cancello del campo, devi dedicarti esclusivamente al calcio. È un discorso che vale anche per me: da agosto ad oggi ho sempre proposto ai ragazzi esercitazioni diverse, per aiutarli ad avere sempre nuovi stimoli. A dicembre, ad esempio, è arrivato Matteo Barin, che era fermo da un anno: si è messo a disposizione e ha avuto miglioramenti rapidissimi, al punto da diventare il portiere titolare della juniores regionale. Senza nulla togliere a tutti gli altri, che ci mettono il massimo dell’impegno e della volontà. Alla Sacra mi trovo benissimo: con Emanuele Fioravanti siamo stati compagni di squadra e Max Esposito non ha bisogno di presentazioni. Sono due persone eccezionali, sempre presenti e pronte a dare una mano».

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